Di fronte al pericolo la paura è nostra amica: non conosco alpinista che non abbia paura di cadere.
Proprio per questo si prepara, si addestra e si informa per poter conoscere bene quello che deve affrontare e che deve superare per poter raggiungere il suo obiettivo: la bellezza delle cime, la soddisfazione dell’impresa!
Anche noi quindi possiamo usare queste due strategie per vincere la paura.

Un’addestramento: fare bene le pratiche di autotutela che ci vengono raccomandate:

  • stare il più possibile in casa,
  • mantenere una distanza di sicurezza dagli altri anche tra familiari,
  • lavarsi spesso le mani,
  • mantenere un ritmo ordinario di sonno veglia,
  • una buona attività fisica,
  • una regolare alimentazione ma senza eccedere.

Una buona informazione su ciò che accade.
Buona informazione vuol dire:
a) non eccessiva
b) da fonti sicure.
Purtroppo siamo bombardati dalle troppe informazioni e spesso sono di scarsa qualità. In questo periodo la cosa migliore è utilizzare fonti ufficiali con cui si hanno dati ufficiali e credibili, ma soprattutto si possono trovare informazioni utili alla salute e alla prevenzione dal contagio.

L’Istituto Superiore di Sanità ha realizzato nel suo sito Epicentro una sezione speciale dedicata tanto ad un pubblico di specialisti quanto ad un pubblico generico.

Adesso guardate il mio video e poi scrivetemi quel che ne pensate.

Dal sito di Epicentro traggo questa interessante nota:
 “Noi siamo quello che pensiamo. Le nostre reazioni emotive, e quindi il nostro stato di benessere o malessere, dipendono anche dalla nostra percezione e immaginazione (…) lMa se la paura diventa eccessiva ci rende vulnerabili. Seguire i consigli che ci vengono dati è un modo per riconoscere il ruolo della paura, senza farsi sopraffare. Tristezza, angoscia, perfino panico, sono risposte emotive comprensibili, ma che scaturiscono da valutazioni poco realistiche. I pensieri catastrofici spesso ci assalgono quando siamo più vulnerabili, come nei momenti di inattività o durante la notte. Possiamo considerarli una sorta di “bugie” prodotte dal nostro cervello, di fronte alle quali non sempre la nostra ragione riesce ad avere la meglio. Quando una minaccia è visibile, d’istinto siamo portati a scappare, e più ci allontaniamo più la paura diminuisce. In questo caso la minaccia è invisibile e dunque fuggire è impossibile: non sapremmo in quale direzione andare. Non ci rimane che allontanare il più possibile la minaccia da noi. In che modo? Mettendo in atto quei comportamenti virtuosi che sentiamo ripetere ogni giorno. Più mettiamo in atto comportamenti di questo tipo, più ci sentiamo protetti, rassicurati, meno ansiosi.”

Francesco Milanese, classe 1960, Psicologo, Mediatore familiare, Formatore, specialista in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani. Mi sono sempre occupato di educazione, famiglia, benessere della persona, conflitti e comunicazione nelle relazioni umane.

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