Il tempo dell’Isolamento è portatore di molte sorprese. Genitori che scoprono quanti e quali giochi i loro figli usano online o nella playstation.
E si spaventano.

Costretti dalla quarantena abbiamo la possibilità di capire come funziona il tempo libero dei nostri figli, cosa fanno con il computer o con la consolle dei giochi e potrebbe essere l’occasione buona per metter un po’ d’ordine, per intervenire in modo educativo su questo aspetto che, con stupore, ci accorgiamo solo adesso, pare ci sia sfuggito di mano.

Noi genitori, ingenuamente, quando sentiamo la parola Videogiochi, pensiamo sia semplicemente un Gioco, quindi roba per bambini, cioè innocente.  Quanto al Video, invece, ci dispiace che invece che giocarlo come facevamo noi, con i compagni, per davvero, lo si faccia ora su uno schermo.

Ecco, lo schermo ci pare di solito la cosa più pericolosa, perché pensiamo con nostalgia ai bei giochi dei nostri tempi quando eravamo a giocare con persone reali, non con piattaforme virtuali.
Ci scappa di pensare che i ragazzi non sappiano più giocare, solo perché non giocano più come lo facevamo noi.

C’è da chiedersi però anche quanto noi stessi si sia responsabili del fatto di non considerare abbastanza l’importanza educativa del tempo ludico, del gioco.

 Guardando i videogiochi, invece scopriamo un mondo, il loro mondo, perché loro sono nativi digitali, loro sono nati nel mondo in cui la realtà è frutto di una costante interazione tra ciò che noi diciamo virtuale e ciò che noi pensiamo reale e che invece per loro è un continuo di esperienza relazionale, cognitiva, emozionale. Ci piaccia o no, siamo noi che dobbiamo imparare cosa questo loro mondo propone se vogliamo poter restare per loro una guida etica e valoriale significativa.

Allora cominciamo a vedere alcuni problemi o pericoli che l’esposizione al mondo dei social e l’eccessivo uso dei videogiochi può comportare alla formazione dei nostri figli.

Ciascun tema necessita di un approfondimento, seguite perciò i link che vi propongo, guardate i video, se avete bisogno di un confronto potete sempre contattarmi.

Non serve aspettare che siano internet-dipendenti per accorgersi che stanno per troppe ore davanti ad un video. O giocano o stanno sui social o guardano video o guardano con noi la TV o un film. Sono ore e ore in cui stanno seduti davanti ad uno schermo.
Seduti quando va bene.
I nostri figli assumono le posizioni più assurde: immobili, sguardo fisso solo i pollici si muovono. Nel mentre sono bombardati da una enormità di stimoli visivi ed emotivi.

Questo disequilibrio tra immobilità fisica e iperstimolazione visivo-emozionale non fa bene.

L’allarme è già più volte lanciato dai pediatri:  si riscontrano problemi all’apparato muscolo-scheletrico dovuti a questa posturalità rigida e scorretta; al rischio di obesità per alimentazione compulsiva e disordinata a fronte di una perdita secca di attività fisica; una iperstimolazione dell’apparato visivo con una posturalità poco controllata e la focalizzazione sullo schermo può comportare problemi agli occhi soprattutto in età precoci, mentre è in corso lo sviluppo pieno dei nostri organi di senso; l’eccesso di stimolazioni di luce a particolari frequenze può in via eccezionale, ma non irrilevante, far emergere problemi di epilessia.

Più tempo passato con videogiochi e social significa anche meno tempo per lo studio e questo, non è difficile da capire, comporta uno scarso rendimento scolastico. Attenzione però, potrebbe anche accadere il contrario cioè uno scarso rendimento scolastico a causa magari di difficoltà personali di lettura e scrittura con la conseguente frustrazione, può indurre a ricercare nei video giochi una compensazione perché lì invece certe difficoltà non rappresentano un ostacolo alla performance. Quindi non sempre il videogioco è la causa, ma è quasi sempre vero che c’è una correlazione diretta tra il calo del rendimento scolastico ed il tempo che  stanno sui videogiochi e sui social.

Infine vi è il rischio di una esposizione a contenuti pericolosi, o che noi non consideriamo adatti all’età. Molti videogiochi sono violenti, propongono contenuti di disprezzo verso categorie di persone, propongono un uso a dir poco sconsiderato della sessualità, delle droghe delle diete alimentari e via dicendo. Si tratta di contenuti presenti in rete, sui social e su molti siti che magari noi genitori non incontriamo mai, ma che invece i nostri figli conoscono molto bene.

Come mai loro li trovano e noi no?

Questo è uno degli esiti della profilazione che è quel meccanismo per cui gli algoritmi che leggono i nostri movimenti in rete ci fanno incontrare le cose che già conosciamo e se vostro figlio gioca spesso a certi giochi  o cerca i video tutorial su certi temi, incontrerà spesso nel suo muoversi in rete quel tipo di contenuti. Per questo sono importanti i diversi tipi di Parental Control e le indicazioni del PEGI.
Il Pan European Game Information è un sistema di targhettizzazione dei prodotti introdotto dai costruttori e produttori di questi tipi di contenuti ” La classificazione in base all’età consiste in un sistema utilizzato per garantire che i contenuti di intrattenimento quali i giochi, ma anche film, programmi televisivi o applicazioni mobili, riportino un’etichetta chiara e una raccomandazione relativa all’età minima sulla base dei contenuti. Le classificazioni in base all’età orientano i consumatori, in particolare i genitori, aiutandoli nella decisione di acquisto di un determinato prodotto destinato a un bambino”

Il consiglio più importante però che mi sento di darvi è sempre quello di accompagnare i vostri figli, in modo diverso a seconda delle età, mentre navigano; di parlare di quello che incontrano, di considerare il dialogo con voi la migliore forma di protezione contro i pericoli che loro possano mai avere.

Sì, il genitore è sempre e comunque per un figlio il suo protettore, anche quando rompe, anche quando gli mettete dei limiti. Non temete il conflitto con i vostri figli a causa dei valori che volete li guidino. Date ragione delle vostre ragioni, motivate le regole. Piano piano loro si accorgeranno delle differenze tra chi rompe, ma protegge, e chi sembra lasci libero, ma non sa difendere… vi apprezzeranno.

Peccato che non ve lo diranno mai, ma questo non vuol dire che voi non dobbiate fare le cose che sono buone per loro.

A proposito del loro bene, …. Attenzione i videogiochi possono avere tante cose buone, leggi questo articolo e scoprile.

Francesco Milanese, classe 1960, Psicologo, Mediatore familiare, Formatore, specialista in Istituzioni e tecniche di tutela dei diritti umani. Mi sono sempre occupato di educazione, famiglia, benessere della persona, conflitti e comunicazione nelle relazioni umane.