Image 01

Archive for aprile, 2015

Disconnessi dalla democrazia

martedì, aprile 21st, 2015

In occasione della dodicesima edizione del “Safer Internet Day” (SID) celebrata a febbraio scorso e dedicata alla sensibilizzazione sull’uso sicuro e consapevole della Rete, è stata pubblicata una ricerca curata  da Ipsos per Save the Children  da cui emergono dati molto significativi sul rapporto tra la cosiddetta generazione 2.0 ed il mondo dei social network.
Al di la di molte  conferme, ciò che colpisce di questa ricerca è che circa l’11,5% dei ragazzi tra 11 e 17 anni non abbia, né abbia avuto nell’ultimo anno, alcun contatto con la rete. È la categoria “dei disconnessi,” ragazzi che non conoscono il mondo di internet o dei social, non per per una qualche scelta, ma per necessità o, per meglio dire, per carenza di risorse economiche sufficienti. Questi ragazzi negli ultimi dodici mesi, per le stesse ragioni economiche, non hanno letto un libro, non sono andati al cinema, non leggono i giornali, non vanno a teatro, o ad un concerto. Sono sconnessi dal mondo tout court. Se un eccesso di connessione presenta molte problematiche ed anche alcune criticità, è pure vero che offre anche molte opportunità di crescita, da cui invece resta tagliata fuori questa notevole fetta della popolazione giovanile. Secondo la nostra Costituzione (art.3.2), è compito della Comunità Repubblicana rimuovere gli ostacoli di natura economica e sociale che limitando di fatto la libertà dei cittadini impediscono la possibilità della loro partecipazione alla costruzione della democrazia. Il tema mi pare ancora attuale.
Per lungo tempo abbiamo creduto che la scuola avesse un compito sociale importante nel garantire l’accesso alla conoscenza delle classi più emarginate della società e, per molto tempo, nel nostro paese, il sussidiario é stato  l’unico libro presente in casa di molte famiglie. Oggi ancora una volta questa sfida mi pare presente anche se con caratteristiche di contenuto diverse. Spetta io credo innanzitutto alla scuola, ma più in generale alle tante agenzie educative, riprendersi un compito costituzionalmente ineludibile, cioè l’ alfabetizzazione delle giovani generazioni verso strutture di linguaggio radicalmente nuove da cui però non possiamo restare esclusi pena giocarci proprio il futuro. Il problema non è solo quello di insegnare informatica a scuola, anzi. Il problema è quello di informatizzare l’insegnamento, di stravolgere le metodologie di insegnamento basate sulla stratificazione dei saperi per muoversi sul piano dei saperi connettivi. Preliminarmente però bisogna permettere a tutti di avere, grazie alle tecnologie, l’accesso alla nuova conoscenza: parlo delle connessioni libere, dei pc a disposizione, nelle aule e nelle biblioteche. Come  a dire il sussidiario nella società  2.0. Spetterebbe alla scuola, se ci si vuole investire, il più nobile dei compiti: favorire l’uguaglianza di opportunità per far crescere la democrazia. Attenzione, non l’egualitarismo che ha ucciso il merito! Parlo proprio dell’uguaglianza come strategia e opportunità: è tutta un’altra cosa.

 

Qui puoi leggere il rapporto intero. Fai clic sul testo.

Minori e internet_2015